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I Santi, i Defunti e le nostre Case

  • Immagine del redattore: SanCrEdo
    SanCrEdo
  • 26 ott 2022
  • Tempo di lettura: 3 min

Quando una "casa" diventa una famiglia e sfida il tempo

Siamo alla vigilia di tre appuntamenti proprio “intensi”. È una bellissima parola l’aggettivo “intenso”, perchè è composta dal verbo “tendere” e dalla preposizione “in”, che in latino signifi ca “verso”; è la preposizione che indica il moto verso un obiettivo, un punto di luce e fa intuire che esiste una strada... che è anche molto “intima”. Infatti “in” è anche una preposizione che dice lo “stato-in-luogo”, l’interno, l’interiorità, l’abitazione. E le feste che ci accingamo a vivere sono proprio così: giorni che ci fanno vedere un cammino, che ci riportano alla nostra più vera intimità e interiorità - quella che sa mettere “in moto”, che ci fa prendere decisioni , che ci fa camminare, appunto - , che ci fanno sentire la profondità, il valore, il “peso specifi co” della parola “casa”, quella che ci fa sentire sicuri e protetti, quella che ci fa percepire di essere parte di una storia che ha certamente un passato, ma che ha anche un suo proprio futuro, luminoso, intimo, di grande valore e capace di regalare un senso buono di protezione. DI CHE COSA sto parlando?


Sto parlando della FESTA DI TUTTI I SANTI!

Perchè è una festa di luce, di luminosità, di storie belle, vere e autentiche di persone originali... perchè hanno avuto una vita “intensa”, cioè tesa verso Gesù, che rimane un obiettivo alto ed esigente, capace di far tirar fuori dal loro cuore tutte le cose buone che il Buon Dio vi aveva messo dentro. Non è proprio simile ad una luce fi oca che viene da una zucca vuota, da sempre segno di poca intelligenza...


Sto parlando della COMMEMORAZIONE DI TUTTI I DEFUNTI!

Perchè è una giornata densa di memoria, di ri-cordi, cioè di ritorni-al-cuore, di ritorni a persone che la fede ci invita a considerare “vive-accanto-a-Gesù-Risorto”, di ritorni a quella casa grande che è la Comunione dei Santi, cioè quella casa di tutti coloro che hanno avuto, hanno e avranno fede in Gesù. Perchè questo è il vero miracolo della fede: consentire ai credenti di non essere mai soli, ma sempre in com-unione. Per questo si fa visita al cimitero e si portano segni di vita: una luce, un mazzo di fi ori, una preghiera. Per questo si celebra la S.Messa e per questo esiste la pratica di far celebrare le S.Messe per i defunti: il modo più autentico e concreto di fare comunione con i nostri cari è... “fare la Comunione”.


Sto parlando della BENEDIZIONE DELLE CASE!

Perchè è un’occasione unica, di incontro con il Buon Dio - si prega insieme - e con chi porta la sua presenza - il sacerdote o la suora con chi li accompagna. Perchè è un momento in cui si “dice bene”, quando invece di solito viene più facile “dire male”, sparando a zero su qualsiasi cosa/avvenimento/persona, o “parlare male”, magari anche alle spalle o con termini maliziosi/volgari/violenti. E invece così si permette di creare nelle nostre case un momento teso-a-Qualcuno-di-grande e pieno di luce, senso, valore, grazia... un momento fi nalmente “intenso”, vero, autentico, nostro.


Sarebbe proprio bello recuperare l’intesità di questi tre appuntamenti, perchè vanno al cuore delle nostre persone e permettono al cuore stesso di riempirsi di luce, di calore, di valore, di grazia. Di quello Spirito, insomma, che ci serve proprio per vivere il bene anche in un periodo un po’ difficile come quello che stiamo vivendo.


il vostro parroco don Antonio

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