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IL MESE DEL ROSARIO - preghiera evangelica, cristologica, ecclesiale

Il Rosario, o Salterio della Vergine Maria, è un “modo di preghiera a Dio, facile e alla portata di tutti, che consiste nel lodare la Vergine ripetendo il saluto dell’Angelo per centocinquanta volte, quanti sono i Salmi della Bibbia, anteponendo ad ogni decina la preghiera del Signore con meditazioni che illustrano l’intera vita del Signore Gesù”.


La definizione del Papa Pio V ci sembra contenga in mirabile sintesi l’essenza del Rosario stesso. I momenti storici dello sviluppo del Rosario si possono comprendere nell’arco fra i secoli XII e XVI. Si deve a san Domenico (1170-1221) e ai suoi frati la diffusione di questa forma popolare di preghiera. Nel 1400 il numero delle Ave venne ridotto a 50. Ad ogni decina si aggiunse un riferimento evangelico. Attualmente i riferimenti evangelici, i ”misteri”, sono così distribuiti: lunedì e sabato si ricordano i fatti del Vangelo che si riferiscono all’infanzia di Gesù; martedì e venerdì i fatti del Vangelo che si riferiscono alla passione del Signore; mercoledì e domenica si ricordano i misteri della gloria; giovedì, per volontà di san Giovanni Paolo II, si ricordano i misteri della vita pubblica di Gesù.


Il Rosario si è ormai radicato in mezzo al popolo cristiano ed è diventato una formula universale di preghiera. Dalle più piccole parrocchie alle cattedrali, dall’Europa ai territori di missione il Rosario raggiunge i confini della cristianità. Dal canto loro i Papi hanno sempre favorito questa preghiera. Leone XIII non risparmiò voce e penna per elogiare e incrementare il Rosario. Pio XI invita a pregare il Rosario nell’ora del pericolo che sovrastava il mondo (la II guerra mondiale). Pio XII scrisse sul Rosario una enciclica e otto lettere, senza contare i numerosissimi discorsi. Giovanni XXIII onorò il Rosario per tutta la sua vita e ripropose il valore e l’efficacia della preghiera mariana. Il Concilio Vaticano II accennò alle pratiche di devozione mariana, raccomandando ai fi gli della Chiesa “di avere grande stima per le pratiche e gli esercizi di pietà verso la Vergine Maria”. San Paolo VI scrisse: ”Meditando i misteri del santo Rosario, noi impareremo, sull’esempio di Maria, a diventare anime di pace”. Altri interventi si sono avuti nel magistero di Giovanni Paolo II, di Benedetto XVI e di papa Francesco, devotissimo della Vergine Maria.


Tutto ciò rivela una tradizione ininterrotta del magistero in materia. Il santo cardinale Newman ebbe a dire che “il Rosario è il Credo fatto preghiera”. In effetti contiene in sé una grande ricchezza: è preghiera evangelica e cristologica. Sempre Newman scrive: “La lode a Maria ha il suo fondamento in Gesù, a cui ogni lode termina”. Oggetto centrale del Rosario infatti sono la vita gaudiosa, luminosa, dolorosa e gloriosa del Redentore e di sua Madre. E’ infine preghiera ecclesiale.


don Giorgio


Ecco, bravo don Giorgio!

Dillo bene che il Rosario è una preghiera “ecclesiale”, cioè una preghiera che fa chiesa, che identifica la Chiesa nella sua semplicità. Che cosa sarebbe infatti la Chiesa se non l’insieme di quelle persone che tengono fisso il loro sguardo su Gesù e lo fanno ritrovandosi e mettendosi davanti a Dio nella semplicità di una preghiera fatta in comune e magari proprio lì dove si vive? la Parrocchia infatti è questo - anche nella sua etimologia: è la Chiesa “vicino-alle-case”, è la Chiesa che si raduna tra le case, è la comunità cristiana che ha il desiderio e nessuna vergogna di ritrovarsi per ciò che le appartiene di più, il Mistero Santo di Gesù, anche di fronte ad altri. è ciò che vogliono dire le nostre processioni, i nostri rosari e tutte quelle iniziative che escono dalla chiesa e ci permettono di “dire-Gesù” nei nostri luoghi. Allora, mi raccomando, non tirarti indietro e non nasconderti... e trova il coraggio ( o il cuore) di dire la tua fede!

don Antonio

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